ANDREA MANTEGNA: CINQUECENTENARIO DELLA MORTE DELL’ARTISTA

MANTEGNA E LE ARTI A VERONA
VERONA, GRAN GUARDIA

Il Comitato Nazionale per le celebrazioni del quinto centenario della morte di Andrea Mantegna (Isola di Carturo, 1431 – Mantova, 1506), istituito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e composto dai più importanti studiosi del primo Rinascimento italiano, affiancati dai rappresentanti delle Regioni, degli Enti locali e degli altri Enti interessati, celebra il grande artista attraverso una mostra in ognuna delle città nelle quali la presenza del maestro e delle sue opere è documentata:

Padova (sede espositiva Musei Civici agli Eremitaní)
Verona (sede espositiva Palazzo della Gran Guardia)
Mantova (sede espositiva Palazzo Te)
Il progetto è l’espressione dí una forte collaborazione fra lo Stato italiano e gli Enti locali.
La manifestazione sarà aperta al pubblico dal 16 settembre 2006 al 14 gennaio 2007. Secondo il taglio metodologico del programma scientifico, nuovo rispetto alle iniziative del passato, l’opera del maestro verrà presentata al fianco di quella di altri grandi artisti, responsabili insieme a lui del rinnovamento del linguaggio figurativo nel Nord Italia, oppure dei suoi numerosissimi seguaci.

Andrea Mantegna e le arti a Verona 1450-1500
 Il nucleo della mostra sarà rappresentato dalle due opere realizzate da Mantegna per la città di Verona: il Trittico di San Zeno del1456-1459


 
e la Madonna in gloria fra santi e angeli per Santa Maria in Organo del 1497 (ora al Castello Sforzesco di Milano), e sulla capacità che esse hanno avuto nel suscitare uno dei periodi più alti della storia artistica veronese, come hanno sottolineato nel tempo Giorgio Vasari, Bernard Berenson, Rudolph Wittkower. Punto di partenza ineludibile

per gli artisti veronesi del periodo, queste due eccezionali opere rappresentano, idealmente ma anche praticamente, l’inizio e la fine dell’intervallo temporale entro cui si sviluppa l’arte del primo Rinascimento nella città scaligera.
Da questi fondamentali punti di riferimento, accostati a studi preparatori e a calzanti confronti con altre opere di Andrea Mantegna, la mostra intende partire per presentare il multiforme mosaico culturale veronese dal quale emergono personalità di grande interesse, ancora poco studiate, ma tutt’altro che minori: Francesco Benaglio (circa 1432-1492), Francesco Monsignori (circa 1460-1519), Liberale da Verona (1445- 1526/29), Domenico Morone (circa 1442- dopo i11518) e i suoi allievi, diventano così protagonisti di un periodo che ha visto Verona rendere omaggio a Mantegna ma guardare con eguale interesse ad altri centri artistici e trovare, grazie ai pittori locali, una propria intensa e affascinante identità. Se le influenze di Andrea Mantegna sono infatti innegabili, altrettanto evidenti sono i rapporti tra i veronesi e certa cultura di ambito squarcionesco-donatelliano, le aperture a Venezia nel momento in cui era all’apice il confronto Giovanni Bellini­Antonello da Messina e si diffondeva la pittura narrativa di Carpaccio, i legami con Mantova e quindi con la pittura lombarda anche dopo la morte di Mantegna.
Vera e propria presentazione di un contesto artistico e culturale nell’arco di cinquant’anni, l’esposizione sarà corredata da ampie sezioni dedicate al disegno, alla scultura, alla miniatura, all’architettura, alla numismatica e all’editoria, con codici e incunaboli la cui produzione costituisce una delle avventure più affascinanti del periodo. Essa inoltre sottolineerà le relazioni fondamentali tra pittura e miniatura, con Liberale da Verona e Girolamo dai Libri, tra pittura e scultura, con fra Giovanni e Giovanni Zebellana, tra pittura su tela e affresco, con Domenico e Francesco Morone. La critica ha inoltre evidenziato la grande abilità grafica di alcuni dei maestri veronesi, in particolare Francesco Bonsignori, da analizzare in stretto confronto con l’intero corpus grafico di Mantegna che verrà presentato in questa sede.
Altro interessante campo di approfondimento sarà in mostra la circolazione delle stampe e i rapporti con la scuola danubiana, da Schongauer a Dürer.
Dopo la mostra su Pisanello del 1996 che ha richiamato l’attenzione del grande pubblico e degli studiosi sulla realtà artistica della città, l’esposizione Andrea Mantegna e le arti a Verona 1450-1500 si configura come logica prosecuzione di una ricerca critica già iniziata, e l’avvio di un percorso espositivo ricco di spunti per ulteriori eventi culturali.
Coordinamento scientifico
Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio di Verona; Mauro Cova, Soprintendente per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico delle Province di Verona Vicenza Rovigo; Sergio Marinelli, Università degli Studi di Venezia.

Se avete occasione di passare da Verona, non perdetevela!

Gata

ANDREA MANTEGNA: CINQUECENTENARIO DELLA MORTE DELL’ARTISTAultima modifica: 2006-09-30T10:50:00+00:00da gata78
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