LA FINESTRA DI FRONTE E L’AMORE

Una volta al mese mi ritrovo a guardare i miei film preferiti in videocassetta e uno dei miei preferiti in assoluto è “La finestra di fronte” con Giovanna Mezzogiorno, Raoul Bova, Massimo Girotti e Filippo Nigro. Regista di questo capolavoro cinematografico Ozpetek che ho cominciato a conoscere credo proprio da qui.

 
Il film è intenso, la trama tiene attaccato allo schermo dall’inizio alla fine, gli attori sono bravissimi e quell’alone di mistero che circonda il personaggio di Davide, il grandissimo e compianto Massimo Girotti, dà il colpo di grazia… Questo film una volta visto resta nel cuore e non ti abbandona mai più. Io letteralmente lo adoro; credo che mai, nella storia del cinema italiano sia stato trattato l’amore così in profondità, nei suoi più diversi aspetti: l’amore passionale, l’amore coniugale (troppo bella la frase dell’amica padrona di un pub di Giovanna (Giovanna Mezzogiorno) che parlando del marito dice che “dopo 15 anni, è un incesto”), l’amore di un padre per i propri figli, l’amore omosessuale. Questa che ho riportato qui sotto è la famosa lettera che Giovanna, in un momento di profonda crisi personale, trova nelle tasche dell’anziano Davide, scoprendo la verità della sua vita. Davide, famoso pasticcere di origini ebraiche, amò profondamente in gioventù un ragazzo ebreo, Simone. Il loro fu un amore segreto, clandestino, perchè la società del tempo non ammetteva questo tipo di amore, lo considerava una vergogna. Purtroppo Simone fu deportato in campo di concentramento nel 1843 e non tornò più da Davide che, nonostante il suo successo professionale (fu uno dei più grandi pasticceri di Roma) e personale (salvò numerosi bambini dalla deportazione) visse una vita di ricordi e rimpianti.

“Mio caro Simone,
dopo di te il rosso non è più rosso,
l’azzurro del cielo non è più azzurro,
gli alberi non sono più verdi.
Dopo di te, devo cercare i colori dentro la nostalgia che ho di noi.
Dopo di te, rimpiango persino il dolore che ci faceva timidi e clandestini.
Rimpiango le attese,
le rinunce,
i messaggi cifrati,
i nostri sguardi rubati
in mezzo a un mondo di ciechi
che non volevano vedere;
perché se avessero visto
saremmo stati la loro vergogna,
il loro odio,
la loro crudeltà.
Rimpiango di non aver avuto ancora il coraggio di chiederti perdono.
Per questo non posso più nemmeno guardare dentro la tua finestra.
Era lì che ti vedevo sempre,
quando ancora non sapevo il tuo nome
e tu sognavi un mondo migliore
in cui non si può proibire
ad un albero di essere albero
e all’azzurro di diventare cielo.
Non so se questo mondo è migliore
ora che nessuno mi chiama più Davide
ora che mi sento chiamare soltanto signor Veroli.
Come posso dire che questo è un mondo migliore?
Come posso dirlo
senza di te?”

 Ogni volta che sento queste parole, non posso non commuovermi. Questo amore è così puro, così profondo e degno di rispetto. In un’epoca dove i pregiudizi sono nonostante tutto all’ordine del giorno e io stessa mi ritrovo a viverci in mezzo pur non volendo,  dove si sta tanto a parlare di pacs, di unioni di fatto e di matrimoni gay, dove l’amore ha così poca importanza, dove il matrimonio viene preso con così tanta leggerezza che i divorzi sono all’ordine del giorno (ndr. Verona ha un ben triste record in questo senso), leggendo queste poche parole, mi domando se è necessario fare distinzioni: l’amore è sempre una cosa meravigliosa. Questo vecchio pasticcere ebreo che tanto ha sofferto nella sua vita finisce per insegnare alla giovane e confusa Giovanna una grandissima verità sull’amore: è bello e si è fortunati se si può vedere cambiare il proprio amore, se lo si può aiutare a farlo crescere e cambiare, farlo diventare dalla passione iniziale che tutto travolge, un Amore con la A maiuscola.  Che l’abbia capito Giovanna?… Io credo proprio di sì.


 Gata

LA FINESTRA DI FRONTE E L’AMOREultima modifica: 2007-03-17T19:30:00+00:00da gata78
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5 pensieri su “LA FINESTRA DI FRONTE E L’AMORE

  1. cara gata, oggi abbiamo festeggiato la mia piccolina e come ti ho detto ho preparato tante cosine per il buffet. che gioia! che soddisfazione! io non mi ero mai cimentata in cucina prima di avere il problema della celiachia proprio della mia piccolina, ma devo dire che sono molto soddisfatta dei miei risultati. ho preparato torta di mele e crema, bignè ciocoolata e crema, dolcetti alle mandorle, spumini, pizzette, focaccia, sorpresine pasta sfoglia e wurstel (veramente la pasta sfoglia era della DS…) cioccorì, amaretti nutella e farina di cocco e…direi basta… che bella festa! ti ringrazio perchè tu sei una delle mie muse ispiratrici! zaf

  2. Se guardi bene, il forum è tra i miei link già da un po’ ^__= E sinceramente mi piace, ma ho poco tempo per provare le ricette, ma appena lo farò sarai la prima a saperlo! ;))

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