PAGINE DI STORIA: VERONA AI VERONESI (16 OTTOBRE 1866)

Premessa

E’ da un po’ che ho perso la “vena poetica” se mai ce l’ho avuta: non riesco a pensare cosa possa interessarvi e parlare di me e della mia vita, beh non sono il tipo. Questo periodo mi vede concentrata soprattutto sui miei studi e mi è quindi impossibile concentrarmi su altre cose. Ecco perchè mi è venuto in mente di parlarvi un po’ di quello che riempie le mie giornate di laureanda, e cioè di storia. Non ho la pretesa di definirmi storica, non lo sono, ho pochissima esperienza e molte cose o non le ricordo o addirittura non le ho mai studiate, ma comunque ho la speranza di colmare in futuro le mie mancanze e perchè no, di farvi conoscere un’ altra Viviana, quella seria, quella professionale, quella che ha una profonda passione per quello che è stato il nostro passato, soprattutto il passato della mia terra, della mia Verona. Ho in mente di scrivere alcune pagine sparse di storia. non ho ben chiaro tuttora di che in particolare, se sarà di Verona, o di altro, ma lo scoprirete col tempo, anzi lo scopriremo insieme.

Verona ai Veronesi: 16 ottobre 1866

Fin dal Congresso di Vienna (novembre 1814-giugno 1815) che vide riuniti i vincitori di Napoleone, il Lombardo-Veneto e quindi la città di Verona vivono sotto il dominio asburgico. In teoria il Lombardo_Veneto avrebbe dovuto avere, secondo quanto pensato dai promotori del Congresso, un’amministrazione autonoma ma in realtà finì alle dirette dipendenze dell’imperatore perchè considerato troppo importante dal punto di vista militare e strategico.

(Congresso di Vienna)

Il governo austriaco cercò di essere tendenzialmente moderato anche se fu sempre fermamente contrario a qualsiasi concessione  nei confronti di ogni iniziativa liberale.

(Stemma dell’Impero asburgico)

Sostanzialmente però sotto il governo asburgico non si stava poi così male poichè questi non rinunciò a seguire una linea di “buon governo”, con una saggia e razionale efficenza amministrativa, stimolando positivamente l’economia, conformandosi pur entro certi limiti alla nuova realtà socio-economica creata dalla rivoluzione, mantenendo in vigore la legislazione del regno Italico, migliorando dal punta di vista burocratico e amministrativo la vita del paese, interessandosi anche al problema dell’analfabetismo costruendo diverse scuole e rendendo obbligatoria la scuola elementare, facendosi promotore di importanti opere pubbliche con particolare attenzione alla rete stradale.

Chi non vedeva di buon occhio la presenza asburgica era la borghesia soprattutto perchè l’introduzione di barriere doganali rallentavano lo sviluppo economico e influivano negativamente sui prezzi dei prodotti: cosa inacettabile se si pensa che la parte attiva del bilancio locale veniva incassata dall’Austria, con la conseguenza che essa veniva vista come una potenza sfruttatrice e oppressiva. Parte da qui quel malcontento che porterà alle guerre d’indipendenza e alla costituzione del Regno d’Italia.

Per Verona la data più significativa è senza dubbio il 16 ottobre 1866, perchè in questa data le truppe austriache lasciarono per sempre la città ed applauditissime entrarono quelle italiane. L’allora podestà di Verona, il conte Edoardo de Betta, lo annunciò con un manifesto ai suoi concittadini.

Nel frattempo nel Municipio di Verona i generali aistrici Moering e Jacobs con atto formale consegnano la citta al delegato di Napoleone III Le Boef, il quale poi avrebbe firmato l’atto di cessione al Municipio: Verona era finalmente tornata nelle mani dei Veronesi.

(Napoleone III)

La città era tutta vestita a festa, nonostante il governo austriaco avesse vietato di manifestare. L’ordine pubblico era tenuto dalla Guardia Nazionale cittadina, la prima Guardia Nazionale cittadina che si era organizzata in gran segreto, allenandosi e preparandosi le divise, in attesa di poter prestare il suo servizio.

La pace tra Italia e Austria era stata firmata il 3 ottobre ma l’Austria permise che la notizia venisse diffusa solo il 6. Non mancarono comunque i disordini: i soldati austrici entrarono in conflitto con alcuni dimostranti, ci furono dei feriti e una giovane donna rimane uccisa. Questo fatto increscioso rimase a lungo nella memoria della città soprattutto perchè ne derivò un durissimo rimprovero di Bettino Ricasoli, l’allora primo ministro.

(Bettino Ricasoli)

Il plebiscito del 21 e del 22 ottobre segnò definitivamente l’annessione di Verona al regno d’Italia. Per Verona è la fine di un’era e l’inizio di un periodo caratterizzato da grandi speranze.

Gata 
PAGINE DI STORIA: VERONA AI VERONESI (16 OTTOBRE 1866)ultima modifica: 2007-04-17T07:45:00+00:00da gata78
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